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Rinnovo rifugio Monte Altissimo

L’arrivo della mitica cabinovia smantellata dopo essere arrivata a fine vita potrebbe proiettarsi nel futuro.

C’è infatti anche il bar-rifugio Monte Altissimo nei tanti sogni che la società funivia Boario-Borno ha per il suo comprensorio. Sogni che escono tutti dallo stesso cassetto, quello del rilancio a lungo termine.

Di mezzo c’è un importante contributo regionale che va incrementato con il prestito obbligazionario (con obbligazioni dal valore nominale di 1000 euro in scadenza a fine mese) e con l’aumento di capitale sociale che sarà deliberato; in totale si mira ad arrivare ad avere un milione di euro.

Soldi che serviranno a riposizionare lo skilift «Pagherola», a potenziare l’impianto di innevamento programmato, a realizzare un campo scuola in «Play» e a mettere mano al rifugio Monte Altissimo.

I progetti ci sono già tutti ed in particolare quello per il rifugio è innovativo ed esce da una mentre giovane che non vuole distruggere per rifare, ma valorizzare: «il corpo di fabbrica verrà mantenuto –spiega Enrico Armanni, architetto dello studio Buonstudio-, verrà semplicemente rinnovato e sviluppato secondo le peculiarità del luogo. Quella più interessante è la copertura accessibile per lo svolgimento di eventi che darà ulteriore risalto alla vista permettendo all’utente di salire ulteriormente di quota e avere una visione a 360 gradi diversamente impedita dai piccoli rilievi che circondano il rifugio».

Il luogo, storico e sacro per i bornesi, potrà rinascere con materiali locali come pietra e ferro.

Il progetto sfrutta gli spazi per far sì che il prodotto finito sia bello, utile ma anche accattivante dal punto di vista turistico visto che la zona nasce come balcone naturale tra l’altopiano del sole, la valle di Scalve e la bassa Vallecamonica fino al lago d’Iseo: «la struttura rimarrà più o meno la stessa, si useranno prodotti tradizionali come pietra e ferro, ma al contempo durevoli. Il desiderio è contenere i costi anche per valorizzare quello che era la preesistenza, ma al contempo rinnovarla dal punto di vista dell’aspetto».

«Qui e ora» il leit motive del gruppo che guida la società.

«Il treno potrebbe essere davvero l’ultimo» ha confermato Demis Zendra, direttore della società impianti e «il progetto di rilancio necessita di tutti». Del pubblico, dei turisti e dei privati che a vario titolo possono fare la loro parte.

Verrà illustrato con una serata pubblica il prossimo 17 agosto, alle 20.30 nella sala congressi del paese.

Claudia Venturelli

Tags: Rifugio, Rinnovo

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